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DISTURBI DELL'ADATTAMENTO PDF Stampa E-mail

Lo stress sembra produrre un eccitamento del sistema nervoso centrale (SNC), correlato con una diminuzione del GABA e incremento dell'attività monoaminergica (correlato clinico: ansia). Lo stress ripetuto produce un fenomeno di tolleranza (down-regulation) con diminuzione dell'attività dopaminergica e attivazione del sistema degli oppioidi endogeni (correlato clinico: demoralizzazione e inibizione del comportamento). Nello stress risulta coinvolto anche l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene con aumento dei livelli di catecolamine, ACTH, cortisolo, GH, prolattina, CRF e beta-endorfine e diminuzione di LH e testosterone.

La caratteristica fondamentale di un disturbo dell’adattamento è una risposta psicologica ad uno o più fattori stressanti identificabili che conducono allo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali clinicamente significativi. I sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall’esordio del fattore o dei fattori stressanti. La rilevanza clinica della reazione è indicata dal notevole disagio, che va al di là di quello prevedibile in base alla natura del fattore stressante, o da una significativa compromissione del funzionamento sociale o lavorativo (o scolastico). In sintesi, una reazione ad un fattore stressante che possa essere considerata normale o attesa può ancora rendere giustificabile una diagnosi di disturbo dell’adattamento se la reazione è sufficientemente grave da causare compromissione significativa. Questa categoria non dovrebbe essere usata se l’anomalia soddisfa i criteri per un altro disturbo specifico (per es., un disturbo d’ansia o un disturbo dell’umore specifico), o se costituisce solo un’esacerbazione di un preesistente disturbo. Comunque, un Disturbo dell’Adattamento può essere diagnosticato in presenza di un altro disturbo se quest’ultimo non spiega il tipo di sintomi che si sono manifestati in risposta al fattore stressante. La diagnosi di Disturbo dell’Adattamento non è corretta neppure quando i sintomi corrispondono al lutto. Per definizione, un Disturbo dell’Adattamento deve risolversi entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante (o delle sue conseguenze). Comunque, i sintomi possono persistere per un periodo prolungato (cioè, più di 6 mesi) se si manifestano in risposta ad un fattore stressante cronico (per es., una condizione medica generale cronica e invalidante) o ad un fattore stressante che ha conseguenze durature (per es., le difficoltà finanziarie ed emotive che derivano da un divorzio). Il fattore stressante può essere costituito da un singolo evento (per es., fine di una relazione sentimentale), oppure possono esservi fattori stressanti multipli (per es., notevoli difficoltà negli affari e problemi coniugali). I fattori stressanti possono essere ricorrenti (per es., associati con crisi economiche legate a oscillazioni stagionali degli affari) o continui (per es., il vivere in una zona ad alta criminalità). I fattori stressanti possono interessare un singolo individuo, un’intera famiglia, oppure un gruppo più ampio o la comunità (per es., in un disastro naturale). Alcuni fattori stressanti possono essere associati ad eventi specifici dello sviluppo (per es., andare a scuola, lasciare la casa dei genitori, sposarsi, diventare genitore, mancare obiettivi professionali, andare in pensione).

 
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